…quando la musica…

•21 gennaio 2012 • Lascia un commento

Dopo aver postato il report del 2011 mi sento soddisfatto del lavoro fatto.

Tuttavia non posso non notare che, occupandomi di musica perlopiù sconosciuta, in realtà mi trovate cercando nomi commerciali come Paul Kalkbrenner (ai tempi in cui lo postai non era così in voga) e Armin van Buuren.

Quest’anno ho pubblicato solo tre posts per molteplici motivi, ma anche perché ho preso parte al progetto blindbend, un blog collettivo che trovi su www.blindbend.eu

Su blind bend si raccontano emotion, qui si fanno più approfondimenti.

In ogni caso essendo uno scrivere volontario e dettato dalle emozioni, non mi forzerò mai di scrivere regolarmente.

 

Ti lascio con un breve live dei DoP (il pezzo si intitola Horney)

Cuffie al massimo, 720p, e senti quando..

 

2011 in review

•20 gennaio 2012 • Lascia un commento

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

A San Francisco cable car holds 60 people. This blog was viewed about 3.500 times in 2011. If it were a cable car, it would take about 58 trips to carry that many people.

Click here to see the complete report.

makes me happy

•16 giugno 2011 • 1 commento

Un pomeriggio F. mi dice “oh beccati sto pezzo”. Ovviamente su YouTube.

Apre duro “Italo82″, senza chiedere permesso. Si sente la pienezza della roland tr808, vecchia (1980) ma con voglia di fare!

Il synth acido fa deep, infatti l’autore è Deep88, nome d’arte di Alessandro Pasini, italiano (lo dico orgogliosamente) trapiantato (lo dico con rammarico) in Germania come tanti purtroppo, costretti dalle pessime condizioni musicali italiane.Deep88

Un attimo di pausa. Parte la voce. Una cosa che mi piace nella musica elettronica è la perfetta armonia dei groove che ti fanno muovere con il cantato tranquillo (cioè non con le pacchianate “ouh yeah” “come on” “pucciorènzap” che ormai ci martellano ovunque), e questo pezzo suona proprio bene.

Secondo me il testo esprime la volontà di allontanarsi dalle bruttezze del mondo. Non riesci a credere alle news, perché troppo crude, e vuoi essere altrove. Ma non per scappare dai problemi. No. Non ti capita mai di buttare il cellulare in un’altra stanza, chiudere facebook, mettere le cuffie e ascoltare musica e basta? e se qualcuno ti cerca? Io penso sempre “per mezzora di silenzio non causerò mica una tragedia!” e mi prendo 30min per me, che diventano presto 60 e 90. I see they call again but I won’t reply (guarda 0:58 nel video!). Ascolti musica, run away, take a flight e pensi, ti ristori, ti tranquillizzi e torni sereno. That makes me happy. Non voglio scappare dai problemi ma solo resettarmi per affrontare tutto meglio. Se non lo fai dovresti farlo ogni tanto.

Nella seconda strofa, rilassato dal viaggio, mentale o reale che sia, scopri perché hai voglia di vivere. Deep88 ci dice “she is nice and smiles I like her brown eyes, I hope she’ll be mine. Makes me happy”. Bisogna aggiungere altro? Pezzo senz’altro da dedicare..

I synth non ci abbandonano mai, riempiono tutto. Frequenze basse mentre cantano le voci, tutte le frequenze nel ritornello. Sempre con un ritmo sghembo, 3/4, chiamalo come vuoi ma dà movimento.

Appena le parole finiscono torna prepotente il rullante della roland che mi ricorda la musica elettronica old school: si sente che è finto, proprio oggi che al computer possiamo simulare qualunque cosa e ingannare occhi ed orecchie, ma ha il suo perché.

Inutile andare avanti, ciò che mi interessa, come sempre, è farti ascoltare il pezzo. Quindi metti a 1080p, metti le cuffie, alza il volume, premi play e senti quando..

Oh i can’t believe the news today

They are talking about science they are talking about mine

I want to live another day

To take me by my side, take me by my side

I run away and take a flight

Asleep all the time, noises are behind

I see that they call again

They find me again, but i won’t reply

And makes me happy, makes me happy

Makes me happy, makes me happy

And makes me happy, makes me happy

Makes me happy, makes me…

Oh i can’t believe the news again

They are talking about mine, they are talking about sky

Another time i say goodbye

I don’t feel so fine, but the gate is number 5

But i don’t want to die… doctor

Keep me alive, doctor save my life

She is nice and smiles

I like her brown eyes, i hope she’ll be mine

Makes me happy, makes me happy

Makes me happy, makes me happy

Uh makes me happy, makes me happy

She makes me happy, makes me…

Ah makes me happy

Ah makes me happy

Ah makes me happy

Ah makes me happy

Talking ’bout my science talking ’bout my science talking ’bout my science

Talking ’bout my science talking ’bout my science talking ’bout my science

Talking ’bout my science talking ’bout my science talking ’bout my science

Talking ’bout my science talking ’bout my science talking ’bout my science

Ringrazio Deep88 per avermi passato il suo testo!

fu tempo di separarsi

•7 febbraio 2011 • 1 commento

“This is real 21st century soul music, overflowing with magic”. Così la rivista britannica “Muzik” definisce The Timewriter, nome d’arte di Jean F. Cochois. Ha collaborato con moltissimi artisti tra cui Depeche Mode, Tears for Fears, Kraftwerk, Mike Oldfield, Faithless. Come dj ha suonato in moltissimi posti di New York, Londra, ma anche Svezia, Spagna Russia; è stato resident al Cocoon Club di Sven Vaeth e ora è resident  a Budapest. Con un curriculum così sembra chissà chi, in realtà su internet non si riesce a trovare nemmeno la data di nascita.

The Timewriter

The Timewriter

Eppure ha pubblicato tonnellate di album. Sicuramente è dunque una persona modesta e riservata. Non ha nulla da dover dimostrare a nessno. Ha la musica nel sangue sin da bambino: genitori musicisti, scuola ad indirizzo musicale ecc. Ha sempre sperimentato musica elettronica con strumenti analogici e diventò prestissimo l’artista più influente dell’elettronica tedesca.

Nell’album Tiefenschoen ci propone un’introduzione molto soft e poi piazza al secondo posto “Broken spell”, featuring Theresa Baltimore.

>Play >

Kick snare kick snare kick snare kick snare ultrasintetici contornati da una sorta di piattino che crea l’ambiente.

Lentamente si alza il giro di basso. Ma non è basso, è tutto, ha frequenze alte, medie e basse. Un suono corposo, da masticare, con l’eco ipnotizzante. Non è affatto semplice. Non è il solito motivo semplice che ti colpisce per la sua minimalità. Questo è tutto studiato e non riesco ad immaginarlo diversamente. Voglio ascoltare esattamente questo.

L’ambiente ora è completo ed infatti si fa sentire la voce della Baltimore. All’inzio sono clip tagliati per prepararti all’idea che stai per ascoltare qualcos’altro. Per stuzzicarti la voglia di sentire cantare. Ed ecco che a 2:36 comincia

became the time for us to go separate ways

Purtroppo le liriche non si trovano. Se capisci qualcos’altro postamelo nei commenti per favore. In ogni caso la prima frase è già abbastanza a farci comprendere il tema del pezzo: una separazione forzata, necessaria, ma raccontata con la massima sicurezza, solidità d’animo. Tu ascolti “go separate ways” e pensi ai tuoi ricordi, alle tue separate ways rispetto a quelle di chissà chi hai dovuto abbandonare nel corso della tua vita. Eppure ti muovi, balli, dondoli la testa, la gamba batte il tempo. Questo è il modo di pensare ai momenti bui passati. Non dimenticandoli come vuole fare la gente. Lo adoro.

4:10 pausa. …became… 4:44 restart a mille. Non puoi non muoverti! Quando ti muovi ascoltando una canzone, vuol dire che ti è arrivata dentro. Broken spell ce la fa sempre con me.

Posto in categoria “people”: credo sia da dedicare. F.

Ma si può anche ascoltarla con pensieri in solitudine.

Indossa le cuffie, metti a 720p, premi play, senti quando…

2010 in review

•2 gennaio 2011 • Lascia un commento

The stats helper monkeys at WordPress.com mulled over how this blog did in 2010, and here’s a high level summary of its overall blog health:

Healthy blog!

The Blog-Health-o-Meter™ reads This blog is doing awesome!.

Crunchy numbers

Featured image

The Leaning Tower of Pisa has 296 steps to reach the top. This blog was viewed about 1,100 times in 2010. If those were steps, it would have climbed the Leaning Tower of Pisa 4 times

 

In 2010, there were 16 new posts, growing the total archive of this blog to 24 posts. There were 16 pictures uploaded, taking up a total of 1mb. That’s about a picture per month.

The busiest day of the year was September 29th with 32 views. The most popular post that day was cielo e sabbia.

Where did they come from?

The top referring sites in 2010 were facebook.com, twitter.com, it.wordpress.com, google.it, and alphainventions.com.

Some visitors came searching, mostly for paul kalkbrenner, daft punk, kalkbrenner, imogen heap, and armin van buuren.

Attractions in 2010

These are the posts and pages that got the most views in 2010.

1

cielo e sabbia August 2010
1 Like on WordPress.com,

2

eterofono November 2009

3

soltanto adesso May 2010
1 comment

4

dimentica tutto il resto December 2009
2 comments

5

verdis quo November 2009

play 32 beats

•28 settembre 2010 • Lascia un commento

Ti avevo già parlato di mylo. MyloMylo è uno di quei musicisti che probabilmente non è in grado di mettere due dischi a tempo, ma che come illuminazione di ritmi e melodie originali è straordinario. Includerei nella categoria anche David Guetta e i Daft Punk: compongono pezzi da 100 e lode ma la gente li vuole vedere in consolle e lì insomma fanno 62. Sono dell’idea che dj e producer sono due carriere ben diverse e difficilmente qualcuno li saprà fare bene entrambi: selezionare e comporre sono mestieri originati da intuizioni l’uno e visioni l’altro e averne entrambe e di qualità è altamente improbabile…

Rikki è la nona traccia dell’album Destroy Rock and Roll e sembra cominciare con lo stress di un pulsante di un campionatore a ritmo di boh..cuore infartuato, scintille di grossi cavi elettrici tranciati dal mal tempo..non gli daresti due soldi a un pezzo che comincia così, sembra la solita ter*on*ta.

E invece dopo trentadue battute (quanto adoro 16 e 32 nella musica!) entra una cassa rotonda cicciona bellissima con un pattino natalizio ben ritmato, il tutto sostenuto da un giro di basso assurdo che ti costringe a muovere la testa protundendo le labbra e socchiudendo gli occhi. Mi ricorda piacevolmente another one bites the dust o good times.

A 30 secondi circa la melodia è matura e  comincia a spaziare con inserti, filtri, loop e pause che non annoiano l’ascolto. A 2:02 la melodia è stanca e si prende un po’ di respiro, ti fa ricordare tutti i bei (due) minuti passati insieme e se ne va filtrata in echo come se stesse continuando a suonare altrove, come se se ne stesse andando via lei anziché come se fosse conclusa.

Indossa le cuffie e senti quando..

cielo e sabbia

•21 agosto 2010 • 1 commento

Paul Kalkbrenner è un musicista elettronico tedesco e attore del ’77.Paul Kalkbrenner Sin dai primi passi nel mondo del disc jockeying ha desiderato comporre pezzi suoi e suonarli nelle migliori discoteche (in Germania la cultura techno è molto più evoluta e diffusa che in Italia). Ha anche partecipato come attore protagonista nel film “Berlin Calling”, la storia di un dj e produttore di successo che va in rovina a causa della sua tossicodipendenza che lo fa allontanare dalla sua ragazza/manager e dalla sua vena musicale. Alla fine torna alla ribalta pubblicando appunto l’album “Berlin Calling”. Ti ho rovinato il finale eh? Paul, oltre che recitare nei panni del protagonista di dj Ikarus, ha composto l’intera colonna sonora di 16 tracce raccolte nell’album…bravo..Berlin Calling!

La traccia probabilmente più famosa è “Sky and Sand”, cupa marcia deep alla Moby con vocalità del fratello di Paul, Fritz Kalkbrenner.

L’inizio ha questi suoni assordanti “palliformi” che mi piacciono sempre un sacco anche se rendono il pezzo molto tamarro. Poi comincia la prima strofa in contemporanea alla melodia. In the nighttime.

In the nighttime
when the world is at it’s rest
you will find me
in the place I know the best
dancin’, shoutin’
flyin’ to the moon
(you) don’t have to worry
’cause I’ll be come back soon

Di notte mi troverai drogato..consapevolmente..non ti preoccupare..e poi il ritornello..

and we build up castles
in the sky and in the sand
design our own world
ain’t nobody understand
I found myself alive
in the palm of your hand
as long as we are flyin’
All this world ain’t got no end

Base. Cassa e clap classici per lo stile deep. Mi spacca! Il ritmo “palliforme” non ci abbandona mai.

Si può essere felici anche con castelli in aria o sulla sabbia. Vero NO? Di sicuro è un modo per non annoiarsi mai. Poi però si mette nelle mani di lei, dandole la responsabilità di tutto. Ingiusto. Ovvio. Banale. Seconda strofa. In the daytime.

in the daytime
you wil find me by your side
tryin’ to do my best
and tryin’ to make things right
when it all turns wrong
there’s no fault but mine
but it won’t hit hard
’cause you let me shine

Di notte fiumi di droga per costruirsi un modo senza regole, di giorno by your side trying to do my best. Il sogno di ogni dj. E per arrivarci Ikarus insegna che si passa per una clinica. Un po’ per capire i propri limiti dai. Hai il senso del limite solo quando almeno una volta hai guardato di là. Chi non guarda per principio è uno stupido.

E la realtà te la costruisci a metà tra il nighttime e il daytime cioè tra la prima e la seconda strofa cioè nel ritornello cioè concretizzando di giorno ciò che ti ha allucinato di notte. Spettacolo. Non è un invito a buttare la vita nel cesso, ma a non dire mai di no a prescindere. Mettiti sul limite a cavalcioni e guarda cosa c’è prima e dopo. Avrai piena consapevolezza di te per dare il massimo possibile.

Ancora una volta un produttore elettronico teutonico ha dato merda ai fenomeni da baraccone televisivo più famosi. Commenterò presto altre tracce da Berlin Calling.

Pezzo non necessariamente riferito a due persone che si amano, ma indubbiamente da dedicare. Lo dedicherei a P ma Kalkbrenenr esagera con la sottomissione, pratica che non mi compete. quasi mai. credo. beh non con P.

Indossa le cuffie..e senti quando..

Il video contiene fotogrammi del film.

 
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